Tempio di Venere (VIII,1)


Lo sperone sudoccidentale del pianoro su cui sorge Pompei, rivolto alla valle del Sarno e al mare, è uno dei più importanti luoghi di culto di Pompei, occupato da un santuario monumentale, probabilmente del tipo a terrazze, già nella seconda metà del II sec. a.C.; soltanto nella prima età imperiale (prima metà del I sec. d.C.) tuttavia il complesso, dedicato a Venere, divinità protettrice della città e della navigazione, raggiunge il suo massimo sviluppo, con l’ampliamento dell’area sacra e il rifacimento del tempio, maestoso e imponente nelle sue ricche decorazioni marmoree.
Gravemente danneggiato dal terremoto del 62 d.C., il santuario era ancora in ricostruzione al momento dell’eruzione del 79 d.C.; tuttavia l’importanza del culto era tale che anche durante i lavori le celebrazioni non vengono interrotte, ma spostate in un piccolo sacello provvisorio nel quale nel 1863 fu rinvenuta la celebre lucerna d’oro ora conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, forse dono dell’imperatore Nerone e di sua moglie Poppea al santuario.

Tempio di Venere

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