Lupanare (VII,12,18)


Lupa in latino significa prostituta: e questo è il meglio organizzato dei numerosi bordelli di Pompei, l'unico sorto con questa specifica funzione: gli altri erano di una sola stanzetta ovvero ricavati al piano superiore di una bottega. Al piano terra ci sono cinque stanze, come al superiore, ed una latrina: i letti, in muratura, erano coperti dal materasso. Quadretti dipinti, raffiguranti le diverse posizioni da assumere nei giochi d'accoppiamento, ornavano il lupanare. Le prostitute erano schiave, di solito greche e orientali. Il prezzo andava dai 2 agli 8 assi (la porzione di vino ne costava 1): ma il ricavato, trattandosi di donne senza personalità giuridica, andava al padrone o al tenutario (lenone) del bordello. L'edificio è degli ultimi periodi della città: in una cella l'intonaco fresco ha catturato l'impronta di una moneta del 72 d.C.

    

Lupanare

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