Gli organi dell'amministrazione pubblica a Pompei erano tre:
l'assemblea popolare, cioè il pòpulus; il consiglio dei decurioni, detto òrdo decuriònum; e 4 amministratori: 2 duòviri iùre dicùndo e 2 edìles.
Il pòpulus, composto da cittadini maschi e liberi, eleggeva i magistrati, i sacerdoti pubblici e ratificava le delibere del Consiglio dei decurioni. Questo aveva poteri deliberativi e di controllo in tutti i settori della vita pubblica. I membri del consiglio dovevano godere di buona reputazione, esercitare un mestiere onorevole, essere ricchi per pagarsi le spese di rappresentanza.
I magistrati superiori, i duòviri iùre dicùndo, erano eletti ogni anno. Convocavano e presiedevano le assemblee del popolo ed amministravano la giustizia. Erano i responsabili dell'erario cittadino.
Ogni 5 anni, al loro posto, erano eletti i duòviri quinquennàles, che, oltre ai suddetti compiti, controllavano le condizioni fiscali e amministrative dei cittadini e verificavano se i singoli decurioni avessero mantenuto i requisiti richiesti dalla loro carica.
Gli edìli, di rango inferiori ai precedenti, erano eletti ogni anno e avevano potere esecutivo.
Si occupavano della manutenzione degli edifici pubblici e delle strade, controllavano mercati e servizi di polizia urbana, organizzavano feste sia a spese proprie che della comunità. Ricordiamoci che i magistrati non avevano stipendio!
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