Casa del Fauno (VI 12,1.8)


Oltrepassata la soglia dell'atrio si scopre con un colpo d'occhio tutta la casa. Questo atrio era dipinto a colori vivaci e variati, e pavimentato di diaspro rosso, agata orientale e alabastro fiorito. Camere da letto, sala da ricevere e sale da pranzo circondando l'atrio. Alle spalle è un giardino che doveva aver tutto disseminato di fiori; in mezzo a quei fiori sgorgava una fontana che ricadeva in un bacino di marmo. Intorno si sviluppava un portico sostenuto da ventiquattro colonne di ordine ionico, oltre le quali si scorgevano ancora altre colonne e un secondo giardino, piantato a platani e lauri, alla cui ombra sorgevano due tempietti consacrati ai dei lari. Di lì, la vista si stendeva fino alla cima del Vesuvio, di cui si vedeva salire al cielo l'eterno pennacchio di fumo.
Alexandre Dumas (1802-1870), Il corricolo, 1841-1843.

La casa, così denominata dalla statuetta bronzea del Fauno posta al centro dell'i mpluvio, occupa l' intero isolato, con una superficie di quasi 3000 mq.
Risale, complessivamente, al II sec. a.C., mentre il quartiere del bagno e dei servizi fu risistemato nel I secolo d.C. La grande estensione, l'architettura imponente con due atri e i due ampi giardini con peristilio, ne facevano, forse, la più maestosa delle abitazioni pompeiane.
Conserva alle pareti resti della decorazione pittorica in I stile, mentre i numerosi mosaici che impreziosivano i pavimenti dei vari ambienti furono trasportati al Museo di Napoli.
Celebre è quello con la battaglia di Dario ed Alessandro, che costituiva il pavimento dell'esedra con due colonne sulla fronte, posta tra i due peristili.

Casa del Fauno

Casa del Fauno
  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Digg
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Live Bookmarks