Casa di Marco Lucrezio (IX 3, 5.24)


Lungo la Via di Stabia, si apre la bella casa di Marco Lucrezio, detta anche delle Suonatrici, il cui scavo risale alla metà dell'Ottocento. Il nome del proprietario emerge da un affresco conservato in uno degli ambienti di passaggio dopo il tablinum nel quale è raffigurato uno instrumentum scriptorium con una lettera indirizzata a Marco Lucrezio.
L'impianto irregolare deriva dalla fusione di due case su livelli diversi unite sul lato del giardino. Di queste la principale è affacciata su Via di Stabia; la seconda, alla quale si accede dal vicolo tra le insulae 3 e 4, rappresenta il settore più antico, come mostrano la facciata in opera quadrata e i muri perimetrali in opera a telaio.
Il vestibolo presenta una decorazione pavimentale a mosaico bianco e nero e le pareti sono decorate con raffigurazioni di suonatrici, da cui il secondo nome dato alla casa; da esso si raggiunge l'atrio tuscanico sul quale si aprono alcuni ambienti residenziali. In asse con l'ingresso, come una sorta di quinta scenica, si apre il piccolo e interessante viridarium. In esso si trova un'elegante fontana in marmo a cascatella, alimentata da un getto ricavato all'interno di una statuetta raffigurante un Sileno. Intorno a una vasca circolare erano disposte quattro erme e una serie di statuette marmoree di diverse dimensioni e soggetto vario: eroti, animali, un satiro, un gruppo con satiro e Pan e un altro formato da un'erma di satiro su cui si protende una capretta.
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