Esplorata in gran parte durante il periodo francese, deve il suo nome a Carolina Murat, poi cambiato in Casa di Adonide, alla ripresa degli scavi da parte dei Borbone. Dotata di ambienti al piano superiore e di un ampio giardino, in fondo al quale un'edicola a forma di tempietto accoglieva la statua di Diana, era decorata con finissimi affreschi di IV stile.
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