Casa del Menandro (I 10,4)


Costruita nel III sec. a.C. ed estesa poi per oltre 1.800 mq la casa è nel tempo ristrutturata (II sec. a.C.-I sec. d.C.) spostando il suo fulcro sul peristilio. Appartenne forse ai Poppaei, imparentati con Poppaea Sabina, seconda moglie di Nerone.
L'atrio tuscanico (con tetto sostenuto da travature) ha l'impluvium in marmo, pitture in 'quarto stile' ed un tempietto, dove si veneravano i Lares (protettori della famiglia) e il Genius, spirito vitale del capofamiglia.
Nell'ambiente a sinistra dell'ingresso vi sono 3 quadretti di 'quarto stile' con scene della guerra di Troia; nel 'salone verde' (aperto sul peristilio) l'affresco con amorini fra tralci di vite e col racconto umoristico delle nozze di Ippodamia, nonché il bel mosaico colorato con scena nilotica, in tessere minute; in una delle nicchie dipinte del peristilio è raffigurato il commediografo greco Menandro, cui si deve la denominazione della casa. Il quartiere termale, in restauro al momento dell'eruzione (79 d.C.), presenta il cortile con 4 colonne, lo spogliatoio, il calidarium (sala calda): qui il mosaico raffigura animali marini e figure negroidi e, all'ingresso, un servo che porge recipienti per unguenti.

Casa del Menandro

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