In riferimento all’ assemblea sindacale  indetta questa mattina e alle polemiche relative sollevate dalle sigle sindacali FLP e UNSA, la Soprintendenza intende ribadire quanto segue:
le assemblee sindacali convocate sono, come sempre, regolarmente autorizzate dalla Soprintendenza nel pieno rispetto dei diritti del lavoratore. Allo stesso modo nella più assoluta considerazione del visitatore viene garantita, con gli addetti alla vigilanza non aderenti all’assemblea, l’apertura regolare del sito seppur con inevitabile temporanea chiusura di alcuni edifici in quelle ore. Ciò in linea con quanto disposto dal decreto Franceschini del 2015 che inserisce i servizi museali tra i servizi essenziali al pubblico.
Questa mattina il sito archeologico è stato aperto con i 9 custodi non aderenti all’assemblea affiancati da alcuni funzionari in servizio che sono stati ridistribuiti per presidiare varchi e punti sensibili e assicurare i servizi minimi di custodia del sito. Il personale Ales, come da destinazione d’ufficio, ha invece presidiato gli edifici già a loro assegnati. In questa maniera e considerato il flusso estremamente ridotto di una mattina di gennaio, si è riusciti a garantire l’accesso ai visitatori e la sicurezza del sito.
Preventivamente, come di prassi,  già il giorno prima ci si è premurati di avvisare il pubblico  attraverso il sito web istituzionale e i punti informazione, circa la possibile e temporanea  chiusura nelle ore di assemblea di alcuni edifici in custodia agli addetti della Soprintendenza. Tra queste la citata domus degli Amorini dorati così come l’Antiquarium, la Casa del fauno, di Casca Longus, di Fabius Amandius, le Terme del Foro, il Macellum, le Terme Stabiane, il Lupanare, il Tempio di Iside e l’Anfiteatro.
Considerata la generale situazione di disagio determinata da una assemblea che viene richiesta nelle ore di apertura al pubblico, quantunque l’Amministrazione suggerisca il differimento della stessa negli orari di chiusura al fine di evitare l’interdizione di domus e difficoltà ai turisti e in considerazione dell’impegno a garantire i diritti di tutte le categorie (lavoratori e turisti), qualsiasi polemica al riguardo appare assolutamente tendenziosa e strumentale. Così come quella che riguarda l’ apertura e la rotazione delle case. Il sito di Pompei ha registrato tra il 2015 e il 2016 la restituzione alla fruizione di ben 28 edifici a seguito dei relativi interventi di restauri. Tale traguardo è in assoluto per la Soprintendenza un grande successo perché  per quanto, come sempre chiaramente annunciato già in sede di inaugurazione, sia necessario far ruotare l’apertura di alcune domus per assicurarne la tutela e d evitare insistenti flussi in sole alcune di loro, viene ad oggi  garantita la più ampia scelta di visita che Pompei abbia mai avuto prima .
Ancora l’ accusata mancanza di dialogo è inammissibile quando voglia  significare l’accettazione univoca delle condizioni poste dai sindacati, ponendo in secondo piano le esigenze dei turisti; e ancor più sterile è l’accusa di poca presenza del Direttore Generale Osanna a Pompei che, oltre ad essere continuamente in supervisione sui cantieri del sito, si avvale di funzionari e uffici amministrativi a pieno supporto di tutte le attività, anche quelle sindacali.
  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Digg
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Live Bookmarks