Casa dei marmi, Casa di N. Popidius Priscus, queste le denominazioni con cui fu indicata la grande dimora che, con regolare impianto apprezzabile specialmente nella parte anteriore, occupa da N a S l'insula (Reg VII, Ins. 2, 20-40) ed ha il portico al n. 40.


Fig. 1, Pompei, casa del marmista, colonna A

La prima denominazione è dovuta ad un graffito in caratteri greci lasciato su di una parete del vestibolo dai Pompeiani tornati a recuperarvi suppellettili e materiali edili dopo il 79 d.C.


Fig. 2, Micrografia della sezione lucida di un campione della colonna A, in evidenza la struttura del marmo con cristalli di calcite e di minerali argillosi e opachi. (N+ 33x)


In quell'anno infatti la casa era ancora in restauro e grandi quantità di lastre e blocchi di marmo per rifare pavimenti e rivestimenti di pareti erano depositati nel peristilio dove le rinvennero gli scavatori borbonici che la misero in luce tra il febbraio e il giugno 1863 per tornarvi nel 1865 e che la denominarono appunto Casa dei marmi.


Fig. 3, Pompei, casa del marmista, colonna B

L'identificazione del proprietario con un membro di una delle più antiche famiglie pompeiane è dovuta al Fiorelli che ne lesse il nome su uno dei sigilli di
bronzo raccolti nel maggio 1863.


Fig. 4, micrografia della sezione sottile di un campione prelevato dalla colonna B. (N+  33x)

I Marmi

Nella casa del marmista sono stati rinvenuti diverse qualità di marmo tra bianchi e colorati, due colonne in marmo bianco, spezzate (Fig. 1, 3), diverse lastre di Marmo Cipollino Verde (Fig. 6, 7 e 8), alcuni pezzi di Marmo Porfido Verde Antico (Marmor Thessalicum) di cui uno con cristalli di agata (Fig. 8 e 9) e una lastra


Fig. 5, Pompei, casa del Marmista, lastra di marmo Thasio

di Marmo bianco (Fig. 5), tutti presentano segni di lavorazione. Ad uno studio superficiale è evidente l'uso della sega, della gradina della subbia e dello scalpello.
Lo studio minero-petrografico dei campioni prelevati dalle due colonne spezzate (Fig. 1, 3) ci ha permesso di attribuirle al Marmo Tasio varietà Aliki (Fig. 2, 4).


Fig. 6, Pompei, casa del Marmista, lastre di marmo Cipollino

Anche la grande lastra di marmo bianco è da attribuire al Marmo Tasio (Fig. 5) proveniente dalla cava di Aliki (isola di Thassos - Grecia).


Fig. 7, Pompei, casa del Marmista, lastra di marmo Cipollino


Fig. 8, Pompei, casa del Marmista, blocchi di Porfido Verde Antico e lastre di Cipollino Verde


Fig. 9, Pompei, casa del Marmista, blocchi di marmor Thessalicum (Porfido Verde Antico)
 
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