Le “Terme Repubblicane”. Un progetto sull’origine della cultura termale a Pompei



Titolo del progetto

La cultura termale a Pompei in epoca repubblicana

Istituti
Freie Universität Berlin - Institut für Klassische Archäologie
in collaborazione con University of Oxford
Exzellenz Cluster – Topoi

Coordinatore scientifico
Monika Trümper - monika.truemper@fu-berlin.de

Referente Soprintendenza di Pompei
Sara Matilde Masseroli - saramatilde.masseroli@beniculturali.it

Il praefurnium

Descrizione
Le Terme Repubblicane (Regio VIII 5,36) costituiscono presumibilmente il più antico stabilimento termale pubblico conservato a Pompei. Nell’opinione corrente esse rappresenterebbero l'esempio meglio conosciuto della fase di passaggio tra il modello balneare di tipo greco (balaneion) e quello romano. L’edificio venne scavato e prontamente pubblicato da Amedeo Maiuri nel 1950. Da allora, tuttavia, non era stato oggetto di ulteriori indagini e col tempo la terra e la vegetazione avevano ricoperto nuovamente l’intera area.
L’attuale progetto prevede un nuovo studio architettonico del monumento e una ripresa delle indagini stratigrafiche nell’edificio al fine di precisarne fasi e funzione dei diversi settori.
La prima campagna di indagini si è svolta nel settembre 2015 nel settore sud dell’edificio, concentrandosi nell’area del laconicum e del praefurnium, al fine di precisarne lo sviluppo cronologico e il funzionamento. All’attività di scavo vera e propria si è affiancata l’attività di rilievo e documentazione, con l’esecuzione di una nuova pianta dell’area e la schedatura di tutte le evidenze architettoniche e decorative presenti.
Il progetto della Freie Universität di Berlino è stato possibile grazie alla stretta collaborazione con la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.

Il laconicum

Le Terme Repubblicane presentano una lunga e complessa stratificazione che va dall’epoca protostorica all’eruzione del 79 d.C.
Nell’angolo nord-ovest dell’area è venuta in luce una struttura costituita da blocchi squadrati di tufo, risalente all’epoca arcaica (VI sec. a.C.). Nel corso della prima campagna di scavo dell’Università di Berlino è stato individuato anche un livello di frequentazione con tracce di argilla concotta, forse pertinenti a un focolare domestico.
Alla piena età ellenistica (III sec. a.C.) risalgono degli apprestamenti idraulici, costituiti da almeno due pozzi e da una canaletta: quest’ultima è stata distrutta in più punti dalle strutture successive dell’impianto termale, nonché da una piattaforma in pseudo-cementizio probabilmente in connessione con cisterne che si trovano a ridosso del laconicum del complesso.
Nel corso del II sec. a.C. viene costruito l’impianto termale, a pianta quadrangolare, con un perimetro di circa m 30x30 e con un’organizzazione planimetrica avanzata. La terma presenta infatti una suddivisione in due settori, maschile e femminile, con ingressi separati, il primo sulla Via dei Teatri, il secondo su un vicolo secondario. I due settori presentano la sequenza canonica di ambienti, che si ritroverà in tutte le terme di epoca successiva, ovvero lo spogliatoio (apodyterium), la sala per il bagno tiepido (tepidarium) e quella per il bagno caldo (caldarium). I due settori presentano uno sviluppo speculare, con i due caldaria affiancati e connessi direttamente al praefurnium, ovvero il locale della fornace. Tutti gli ambienti presentavano pavimenti in cocciopesto ornati da inserti di calcari bianchi o policromi o da motivi geometrici di tessere bianche ad eccezione del caldarium maschile che presenta un pregevolissimo pavimento in scaglie di calcare a fondo bianco, inquadrato da fasce nere e con la nicchia del bacino (labrum) ornata da una coppia di palmette. Le pareti dei vari ambienti erano decorati da pitture di I stile, quasi totalmente perdute, con zoccoli a fondo rosso e con gli stipiti delle porte a fondo bianco. Purtroppo non si è conservato alcun elemento pertinente alla decorazione delle pareti.
Nel settore sud-est delle terme venne realizzato un laconicum (sala per la sauna), che presenta almeno tre fasi di costruzione che vanno dal II al I sec. a.C. La stanza era esternamente a pianta quadrata e internamente di forma circolare, con una nicchia nell’angolo nord-ovest e l’ingresso nell’angolo nord-est.



L’edificio termale sembra non avere avuto, nel complesso, un arco di vita molto lungo. L’impianto si può far risalire – allo stato attuale delle conoscenze – alla metà del II sec. a.C. e sembra aver vissuto sino alla fine del I sec. a.C., quando venne dismesso. Nel corso della prima età imperiale (I sec. d.C.), l’area delle Terme Repubblicane viene annessa alla vicina Casa della Calce, che si amplia verso sud costruendo alcuni ambienti residenziali e un grande portico a due bracci. Di questi ambienti, pertinenti alla casa, restano le strutture di fondazione di due stanze di soggiorno e il lungo muro di fondazione del portico, che correva sui lati est e sud.
Negli anni immediatamente precedenti l’eruzione del 79 d.C. l’area delle Terme Repubblicane e della casa di età imperiale si presentava come zona abbandonata, in parte destinata a giardino e in parte sconvolta da grandi fosse, che avevano parzialmente intaccato i ruderi del più antico edificio termale.
I risultati delle ricerche nelle Terme Repubblicane consentiranno di fornire tutti gli strumenti scientifici utili alla progettazione del restauro di uno dei complessi pubblici più interessanti e meno noti dell’antica cittadina campana.
(Si ringrazia l’archeologo Domenico Esposito per la collaborazione)

Sponsor
Exzellenz Cluster – Topoi (The Formation and Transformation of Space and Knowledge in Ancient Civilizations)




 
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