Pompei, Insula Occidentalis: le case sulle mura

 Casa di Marco Fabio Rufo

La presenza dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dal 2004 sino al 2013, per la formazione di studenti direttamente sul campo, se da un lato ha dato prova del corretto metodo di formazione empirica e conoscenza dei luoghi da parte degli studenti, dall’altro con il progetto Pompei Insula Occidentalis, le case sulla mura ha avuto anche il merito di promuovere la ricerca e la pubblicazione di un’area finora poco conosciuta quale l’Insula Occidentalis (Regio VI e VII), attraverso la pubblicazione di due volumi (Pompei Insula Occidentalis I e II).

       

I nuovi dati emersi dagli scavi condotti nel giardino della Casa di Marco Fabio Rufo hanno dimostrato una frequentazione extra moenia a partire dal III secolo a.C. attestata dalla presenza di una Porta Occidentalis di comunicazione dentro-fuori della città attraverso l’utilizzo di un vicus publicus (accesso pubblico) e di un santuario pertinente ad una divinità femminile (Minerva, Ecate, Venere, Demetra) da cui provengono materiali quali terrecotte architettoniche, coroplastica e oggetti di uso sacro. È stata accertata l’acquisizione degli spazi pomeriali in età coloniale (I secolo a. C.) per la realizzazione di strutture di raccolta ed espurgo delle acque reflue dalla città (vasche-cisterne), e lo sviluppo delle precedenti case di II sec. a.C. attraverso terrazze e piani realizzati entro le mura decorate con pitture e mosaici propri del II stile. In età giulio claudia si attesta la presenza di lotti privati di giardini esterni alle mura con cambi decorativi in III e IV stile, nuove soluzioni architettoniche (introduzione del modello della casa-villa e della casa-palazzo sulle mura), portici e ninfei. Particolarmente interessante è l’introduzione di nuovi materiali da costruzione (tufo giallo) da porre in relazione con l’esportazione dei modelli architettonici flegreo-neapolitani. In età pre 79 d.C. si assiste alla riacquisizione degli spazi pomeriali ed alla rinfunzionalizzazione dei giardini ad horti per la presenza di nuovi proprietari.

Funzionario archeologo referente: Annalisa Capurso





 
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