Pompei, necropoli di Porta Nocera

Titolo del progetto
Pompeii Sustainable Preservation Project

Istituti
Soprintendenza Pompei
Fraunhofer-Institut für Bauphysik München
Lehrstuhl für Restaurierung, Kunsttechnologie und Konservierungswissenschaft der Technischen Universität München
Istituto per i Beni archeologici e Monumentali del CNR - CNR IBAM
International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Properties (ICCROM)

Coordinatori scientifici
Ralf Kilian (direttore del progetto) ralf.kilian@ibp.fraunhofer.de
Sara Saba – sara.saba@ibp.fraunhofer.de


Direzione scientifica Soprintendenza
Soprintendente Massimo Osanna
Annalisa Capurso - annalisa.capurso@beniculturali.it


In rosso la localizzazione della necropoli di Porta Nocera a Pompei: a sinistra la parte maggiore (occidentale), a destra quella minore (o di via Nucerina)

Descrizione
Il Pompeii Sustainable Preservation Project (PSPP) è nato nel 2012 da un’idea che i suoi due iniziatori ebbero negli anni '90 a Pompei quando, ancora studenti, muovevano i primi passi nella ricerca e nel lavoro in situ sulla conservazione dei beni culturali. Nel corso degli anni questa idea è cresciuta per diventare un progetto che si basa su tre pilastri: restauro, ricerca e formazione. Inoltre il PSPP aderisce strettamente al principio della sostenibilità che rende la conservazione dei beni culturali una realtà per il presente e un valore per il futuro.
Il PSPP è un consorzio di istituti di ricerca leader in Europa, tra cui figurano la Fraunhofer Gesellschaft, l’Università Tecnica di Monaco di Baviera, l’Università di Pisa, l’International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Properties (ICCROM) e l’Istituto per i Beni archeologici e monumentali del CNR. Il consorzio ha stretto un accordo (2014) con la Soprintendenza di Pompei e sta costituendo un laboratorio per il restauro, la ricerca e la formazione partendo dall'enorme potenziale del sito archeologico di Pompei. I risultati serviranno non solo all’immediata conservazione del sito, ma anche per creare un sapere (ricerca e formazione) che sia applicabile e replicabile.

Il Pompeii Sustainable Preservation Project è attivo sul terreno dal 2014, quando, in accordo e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia di Pompei, ha potuto svolgere una prima sessione di studio e dibattito funzionale alla pianificazione della prima campagna di conservazione del 2015. Questa, tenutasi tra il 7 Settembre ed il 9 Novembre 2015, si è svolta in concomitanza con la prima Summer International Academy for Young Conservators ed è stata resa possibile da una generosa donazione dellla Alan e Linde Katritzky Foundation.
Oltre all’attività di conservazione e formazione, altri aspetti del lavoro del 2015 sono stati la prosecuzione del progetto IBAM-CNR, la progettazione del prototipo di copertura a protezione dei monumenti funebri (TUM) e l’attività di monitoraggio delle condizioni termo-igrometriche delle camere funerarie e microclimatiche delle facciate, delle coperture protettive esistenti e delle pannellature protettive in vetro istallate principalmente negli anni ‘60, con i relativi effetti (università di Oxford e Fraunhofer Institut IBP). I suoi risultati consentiranno di ottenere una migliore lettura dei danni ai monumenti e proporre nuove misure per la loro conservazione sostenibile.
Si è poi proseguito nelle attività di divulgazione che erano già state intraprese nel 2014 con un programma di visite al cantiere per scuole locali. Nel 2015, oltre alle visite al progetto offerte a classi scolastiche della zona, si sono tenuti corsi riservati ai professionisti del mondo dell’istruzione e della cultura. Hanno infatti visitato il progetto sia I partecipanti del Rom Kurs promosso dall’Istituto archeologico tedesco di Roma, ovvero insegnanti di scuola superiore che desiderano approfondire le loro conoscenze del mondo classico, che i partecipanti al seminario HCP, MOSAIKON promosso dal Getty Conservation Institute, Getty Foundation, ICCROM, ICCM.


Conservatori PSPP e il team del Professor Van Andringa a Porta Nocera (Settembre 2016)

 
Il 2016 ha visto il PSPP impegnato su diversi fronti: il 19 Febbraio si è svolto il simposio “Pompei – difesa e conservazione del patrimonio culturale mondiale” presso la Technische Universität di Monaco di Baviera, organizzato dal Pompeii Sustainable Preservation Project, l’Istituto di Cultura Italiano a Monaco, l’associazione culturale “Phoenix Pompeji” e il Foro Italia sotto il patrocino del Consolato Generale d’Italia. All’evento, che ha trovato ampia risonanza negli organi di stampa, hanno preso parte oltre 150 persone e, tra i relatori, ricordiamo la presenza del Soprintendente di Pompei, il Professor Massimo Osanna.
 
A Pompei invece il PSPP è stato presente con una piccola campagna di conservazione (Settembre 2016) svoltasi in collaborazione con il Professor Van Andringa dell’università di Lille impegnato nella sua attività di ricerca archeologica nella Via Nucerina. Le nostre conservatrici PSPP, che hanno anche partecipato nel 2015 alla Summer Academy, hanno lavorato al fianco del team francese creando le premesse per future e proficue collaborazioni.
 
Nell’area del Golfo di Napoli inoltre la TUM ha organizzato in qualità di partner PSPP una scuola estiva finanziata dal DAAD intitolata “Dialogue on Cultural Heritage in Times of Crisis”. Il Professor Emmerling e la Dott.ssa Fonti hanno diretto i lavori della scuola a cui hanno partecipato 14 studenti di Italia, Germania, Grecia e Cipro. Il gruppo ha visitato numerosi siti classici e post-classici per discutere e toccar con mano non solo i problemi di conservazione di un ricco patrimonio culturale, ma anche e soprattutto le soluzioni approntate e messe in atto dalle istituzioni nazionali e i progetti che lavorano in Campania.
Infine, sempre per promuovere l’alta formazione, il progetto PSPP ospita e funge da piattaforma per progetti di studio per tesi avanzate nell’ambito delle scienze della conservazione.


Immagine ripresa con il drone della parte occidentale della necropoli

Dopo una sessione di studio, ricognizione e dibattito nel 2014, nel 2015 si è conclusa la prima campagna di  restauro che ha portato ad ottimi risultati non solo per quanto riguarda i monumenti ma anche per la formazione dei nove studenti che hanno partecipato all'International Summer Academy for Young Conservators. Proprio l’attivazione della Summer Academy è uno dei più grandi risultati: il futuro della conservazione dei beni culturali passa necessariamente attraverso la formazione di professionisti del campo. I partecipanti della summer school venivano da cinque paesi (Italia, Germania, Spagna, Siria, Croazia) e da 8 diversi atenei di restauro. 


Via Nucerina. Indagini reoradar e restituzione 3D delle anomalie rilevate

Insegnanti e consiglieri scientifici dei corsi sono stati Monica Martelli-Castaldi, Pia Kastenmeier, Klaus Klarner, Jürgen Pursche e Erwin Emmerling in stretta colaborazione con Annalisa Capurso e Stefania Giudice della Soprintedenza di Pompei. Ogni anno le attività sono state aperte e concluse da workshop nel corso dei quali sono state affrontate le principali tematiche legate al progetto (tutela, storia, diagnostica, restauro, ricostruzione, monitoraggio, comunicazione) e si sono aperti dibattiti in merito.


La parte occidentale della necropoli viene scavata da Amedeo Maiuri (qui nella foto a destra davanti alla tomba dei Flavii) a metà degli anni Cinquanta

Al contempo è stata portata avanti la ricerca sul clima per la conservazione preventiva dei monumenti funerari e si sta progettando un prototipo di tettoia protettiva che, sviluppato dall‘architetto Roberta Fonti della Technische Universität München, presenta una  struttura modulare facilmente adattabile a diverse soluzioni, non avrà bisogno di manutenzione alcuna per decenni, ed è antisismico.


Via Nucerina – Tomba E Nord. Modello 3D

Un'altra componente essenziale del progetto è l’apporto che possono dare i moderni sistemi di rilievo e le tecnologie informatiche, non solo nel campo della conoscenza, ma anche del restauro e del monitoraggio dei fenomeni di degrado in atto. Questo aspetto è seguito dall'Istituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr (IBAM) diretto da Daniele Malfitana. Da una parte, attraverso una metodologia di rilievo integrato drone-laser scanner–fotogrammetria appositamente messa a punto dal Laboratorio di Archeologia Immersiva e Multimedia (IBAM Catania), si sta realizzando un modello tridimensionale dell’intera area della necropoli di Porta Nocera e di via Nucerina che, grazie alla precisione dimensionale ed all’altissima definizione di piani e superfici, mira a porsi come innovativo sistema di documentazione e di analisi dei dati raccolti, ed è capace di configurarsi, con le sue potenzialità in termini di monitoraggio e di simulazione, anche come strumento di supporto decisionale (Team coordinato da A. Mazzaglia con il contributo di S. Barone, G. Fragalà, D.Pavone, S. Russo). A tutto ciò si aggiunge l’apporto del Laboratorio di Geofisica per l’archeologia e il Patrimonio Culturale (IBAM Lecce: G. Leucci, L. De Giorgi) che, attraverso l’impiego di sofisticate strumentazioni e di algoritmi appositamente messi a punto, è capace non solo di giungere all’individuazione di strutture ancora sepolte, ma di risalire anche alle cause di fenomeni di degrado che minacciano la conservazione delle strutture.

   
In alto, i lavori sulla superficie di una tomba nella necropoli di Porta Nocera e, in basso, i partecipanti, coordinatori e insegnati della summer school durante il secondo workshop

Il PSPP si dedica, infine, anche alla sensibilizzazione del pubblico organizzando una serie di guide per gruppi, di diversa età e formazione, al fine di presentare e discutere il proprio lavoro. Sempre in quest’ambito il PSPP ha partecipato attivamente alle “giornate del patrimonio“ (19-20.9.2015) organizzate dalla Soprintendenza  (SSPES).

Il progetto è stato finanziato dal fundraising e si ringrazia il generoso contributo della Alan and Linde Katritzky Foundation (USA) www.pompeii-sustainable-preservation-project.org

Bibliografia (selezione)
- D’Ambrosio A., De Caro S., Fotopiano e documentazione della necropoli di Porta Nocera: Vlad Borrelli L, Un impegno per Pompei, Milano 1983.
- D’Ambrosio A., De Caro S., La necropoli di Porta Nocera. Campagna di scavo 1983: Von Hesberg H., Zanker P., Römische Gräberstra?en: Seldbstdarstellung, Status, Standard, München 1987, pp.199-228.
- Guzzo P., Pompei oltre la vita. Nuove testimonianze dalle necropoli, Napoli 1998.
- Maiuri A., Sterro dei cumuli e isolamento della cinta murale: Bollettino d’Arte 1-11, 1960, pp.166-179.
- Matthaei, A., Kilian, R. The POMPEII SUSTAINABLE PRESERVATION PROJECT – A Case Study for Sustainable Conservation Methods in a World Heritage Site, in: Papers of the 2. International Conference on Protection of Historical Constructions (Istanbul 2014) 1157-1160.
- Van Andringa W., Mourir à Pompéi: fouille d’un quartier funéraire de la nécropole romaine de Porta Nocera (2003-2007), Rome 2013.
  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Digg
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Live Bookmarks