Pompei, scavo archeologico nell’area dell’ex Fondo Iozzino

Titolo del progetto
Lavori urgenti di scavo archeologico nell’area dell’ex Fondo Iozzino - Comune di Pompei

Istituto
Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia

Coordinatore scientifico 
Massimo Osanna, Soprintendente di Pompei          

Referenti Soprintendenza di Pompei
Ernesto De Carolis - ernesto.decarolis@beniculturali.it
Roberta Pardi - roberta.pardi@beniculturali.it

Impresa
Nòstoi s.r.l. - Legale rappresentante Maria Grazia Liseno

Descrizione
L'area sacra del Fondo Iozzino si situa su una bassa collina (m 20 s.l.m.) in prossimità dell’originaria foce del Sarno, nel suburbio meridionale dell'antica Pompei. L’individuazione e la messa in luce delle strutture risale al dicembre del 1960, in occasione di lavori per l’estrazione del lapillo. Vennero allora alla luce le due possenti strutture in opera pseudoisodoma, realizzate in blocchi di calcare del Sarno, di cui si conservano 4 filari in elevato. Le due strutture, interpretate come mura di temenos, definiscono un’area di circa mq 490, all’interno della quale si collocano ulteriori strutture murarie di dimensioni minori, realizzate in opera incerta in blocchetti di tufo grigio di Nocera, che definiscono una sorta di recinto minore, concentrico rispetto a quello esterno. All’interno di esso sono presenti tre basamenti realizzati in opera incerta, interpretati come podi per edicole votive, non perfettamente orientati con le strutture murarie dei due temene. Di eccezionale importanza appare il rinvenimento all’interno del temenos minore, a ridosso della sezione N dello scavo, di statue fittili femminili di grandi dimensioni, riverse tra i basamenti in opera incerta. 

           
1. Ex Fondo Iozzino, Area sacra da nord-ovest           2. Ex Fondo Iozzino, Area sacra da sud-ovest

Nel 1992, alla ripresa delle indagini promosse dalla Soprintendenza, si impose la necessità di operazioni di anastilosi volte alla ricostruzione del muro sud del temenos in opera pseudoisodoma, parzialmente crollato; contestualmente si effettuarono operazioni di restauro delle strutture murarie in opera incerta.


3. Ex Fondo Iozzino, Scavi 1960: rinvenimento statua fittile femminile di grandi dimensioni  

Il dato più significativo emerso nel corso delle indagini stratigrafiche condotte all'interno del recinto minore si riferisce alla presenza di uno strato compatto di riporto (alto cm 40 circa), costituito da un denso scarico di frammenti di materiale votivo, misti a poca terra, parzialmente interessato dall'esplorazione condotta nel 1960. Tale strato scende ben al di sotto delle fondazioni delle strutture in opera incerta, ad indicare l’anteriorità della sua formazione rispetto alla realizzazione delle edicole e del recinto in opera incerta. Il deposito inoltre risulta sigillato da una pavimentazione in ciottoli allettati con malta, conservata in alcuni punti accanto alle strutture. Il materiale rinvenuto nel corso dell'indagine del 1992 risulta coerente con quello raccolto nel 1960. Si tratta prevalentemente di ceramica a vernice nera (coppette e piatti le forme più attestate), inquadrabile tra la fine del IV e il III secolo a.C.; ceramica acroma; ceramica a figure rosse italiota di fine IV secolo a.C.; ceramica miniaturistica, rinvenuta in grandissima quantità (coppette in ceramica comune grezza e calici acromi in prevalenza); bucchero di fabbrica campana (scodelle carenate e kantharoi); frammenti di arule e terrecotte architettoniche; pochi frammenti di coroplastica; alcune monete bronzee. L'analisi dei materiali, delle strutture e delle stratigrafie consente di ipotizzare l'esistenza di un luogo di culto a partire dal VII secolo a.C., che avrebbe avuto un momento di particolare rilevanza nel corso del III secolo, momento nel quale il santuario sarebbe stato dotato della struttura in opera pseudoisodoma con funzione di temenos. L'area subisce una riorganizzazione in età romana, con lo scarico dei materiali votivi e l'edificazione del temenos minore e dei podi per le edicole. Il Santuario sarebbe stato in abbandono all'epoca dell'eruzione come suggerito dallo stato di conservazione delle strutture in opera incerta al momento del rinvenimento e dal parziale crollo antico del muro di cinta esterno.

     
4-5. Ex Fondo Iozzino, Statue fittili femminili di grandi dimensioni (a destra Artemide-Ecate)

   6. Ex fondo Iozzino, rilievo delle strutture
 
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