Pompei romantica



La cultura di ogni epoca si presta a schematiche definizioni che aiutano lo memoria ma, al contempo, appiattiscono lo realtà originale. La quale,se si riferisce alla cultura, non può, per definizione, essere appiattita. Ma l'uso invalso non sempre e facile da modificare:cosi che sarà gioco forza reggere il gioco. Quel gioco che oggi ci porta a questa antologia di excerpta letterari; per lo più del XIX secolo ai quali, per quella facilitazione alla comprensione alla quale si accennava, si attribuisce lo definizione di «romantici». In vero, e basta consultare una buona storia della letteratura europea, gli inizi di quello che fu, in seguito, definito «romanticismo» sono caratterizzati proprio da ispirazioni al passato. Ma, a quanto sembra di ricordare, quel Passato ispiratore non era classico, piuttosto nord-europeo. I Canti di Ossian precedono i sogni ellenici di Holderlin, e Goethe può dirsi sì romantico, ma anche neo-classico nel suo abbacinamento nostalgico delle antichità romane che contrappone alla «prisca schiatta dei mostri che vivono nelle caverne». Le definizioni composte da una sola parola, sostantivo o oggettivo che sia, si prestano a dubbi e incertezze: ma sarebbe ben arduo comporre un titolo di antologia invece che con una sola riga con un tomo critico. Cosi che quanto si presenta, e che si sottopone alla benevolenza (ma anche alla curiosità) dei lettori, si può sintetizzare come, nel senso comune, indica il titolo. Ma anche per Pompei, il XIX secolo si presenta con realtà complesse: dalle fasi dell'esplorazione francese alle ultime borboniche, che videro fra gli altri protagonista il giovane Giuseppe Fiorelli, il quale segna di sé, e del suo stretto collegamento con la scuola Germanica, anche lo prima fase unitaria, che si conclude con le intricate vicende che videro attori Giulio De Petra, Ettore Pais, Antonio Sogliano. Nel corso di quel secolo, Pompei passò dallo splendore del suo stato nascente alla luce, forse più tenue ma comunque fissa, della sua sistemazione secondo i criteri della Altertumswissenschaft tedesca. Alla quale fa da base il continuo sostegno che il Governo di allora accordava a quegli scavi, con l'istituzione di una Scuola di Archeologia, con l'assegnazione di congruo e competente personale articolato nei diversi ruoli, con la destinazione di risorse finanziarie: in un quadro di stretto collegamento con il Museo Archeologico di Napoli che testimoniò, già da Solo dell'attenzione che vi si prestava. Se «romantico» equivale, nel senso comune, a rèverie, sogniamo anche noi di superare la presente contingenza, e di rivivere un rinnovato periodo di splendore pompeiano.

Pietro Giovanni Guzzo
 
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