Real Polverificio Borbonico di Scafati. Il sito attualmente non è visitabile

Scafati (Sa), Via Pasquale Vitiello 104. Pompei (Na), Via Astolelle fronte 111

Direttore del sito del Real Polverificio Borbonico: Paolo Mighetto

 

Nella piana dell’Agro nocerino sarnese, dove le ultime propaggini dei monti Lattari e Picentini lasciano il posto a pianeggianti e fertili terreni formati da detriti vulcanici e alluvionali, tra Napoli e Salerno e a meno di cinque chilometri dal sito archeologico di Pompei, sorge il complesso monumentale del Real Polverificio Borbonico di Scafati.

Il Real Polverificio Borbonico di Scafati si estende per quasi 16 ettari e fu edificato a partire dal 1851, per volere di Ferdinando II di Borbone e completato nel 1857 per sostituire la Real Fabbrica di Polveri e Nitri di Torre Annunziata nella produzione di polvere da sparo e di tabacchi (dopo il 1894), grazie anche alla sua posizione favorevole, prossima al Canale Conte di Sarno e a un suo derivato, il Canale Bottaro, e al contempo abbastanza lontana dal centro di Scafati da evitare pericoli per la popolazione in caso di incidenti esplosivi, «buona e sicura, separata dall’abitato e ricca d’acqua».

La realizzazione dell’impianto militare fu affidata al colonnello Alessandro Nunziante che, per assolvere al suo incarico, scelse come collaboratori due tecnici napoletani: l’architetto Luigi Manzella e il chimico pirotecnico Filippo de Grandis. I lavori proseguirono con grande impegno umano ed economico dopo l’approvazione del Real Rescritto del 31 dicembre 1851, ordinante al contempo la soppressione del preesistente polverificio di Torre Annunziata, tuttavia furono caratterizzati da diverse vicissitudini dovute anche all’impiego di elementi e tecniche innovativi: il complesso si doveva estendere su una vasta area per poter distribuire e distanziare i vari padiglioni così da evitare che, in caso di esplosione, il danno potesse propagarsi a più edifici. La costruzione della Real Polveriera di Scafati si accompagnò alla rettifica per la navigazione del tratto terminale del fiume Sarno e le aree di pertinenza del polverificio si estesero fino all’attuale via Astolelle nel comune di Pompei con una prima espansione meridionale già realizzata nel 1870 (ex fondi Ametrano, Vitiello e Di Palma) e il completamento dei confini attuali nel 1876 (ex fondi Durazzano).

La fabbrica di polveri, a causa dei numerosi incidenti –i più gravi nel 1863, 1885 e 1888- e per l’esasperazione della popolazione fu riconvertita in Istituto Sperimentale del Tabacco negli ultimi anni dell’Ottocento con la riconversione e ricostruzione di molti padiglioni, oltre al diradamento delle piante ad alto fusto che nel polverificio svolgevano con le loro chiome anche una funzione di contenimento alla propagazione del fuoco in caso di esplosioni, e, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, venne a costituire, con la demolizione di gran parte del lato est del muro di cinta, di molti padiglioni originari e con l’edificazione di nuovi edifici direzionali, ricettivi e produttivi ancora oggi presenti pur se fortemente degradati, il CRA-CAT di Scafati (Centro di Ricerca Agricoltura-Colture Alternative al Tabacco). In seguito al terremoto del 1980 tutto il complesso fu definitivamente e progressivamente abbandonato.

All’interno dell’area del Polverificio sono presenti due viali principali con orientamento est-ovest. Il principale, denominato Viale Ferdinando II, è pressoché mediano all’interno dell’area e si estende per circa 420 metri dall’ingresso di Via Astolelle fino all’area degli edifici degli anni Sessanta del Novecento che formavano il CRA-CAT e che affacciano su Via Pasquale Vitiello in Scafati, l’antica Traversa della Polveriera. Il Viale è bordato da un doppio filare di platani che sembrano risalire ai primi decenni del Novecento e che rappresenta uno dei più lunghi viali di platani italiani. Altri platani più vecchi e risalenti alla fine dell’Ottocento sorgevano accanto ad alcuni padiglioni a delimitare la parte ineplosiva del Polverificio ma furono abbattuti perché malati nel 1990; uno di questi platani più antichi sembra essere quello che sorge all’angolo nord ovest del Padiglione Manzella, all’interno dell’area di 5 ettari che sarà presto riaperta al pubblico e che già ospita il Grande Orto Sociale gestito dai Ragazzi del Tulipano.

 

Con decreto dell’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici del Mibact, in data 06.12.1997 è stato dichiarato che l’immobile denominato Complesso Monumentale dell’ex Real Polverificio Borbonico «presenta interesse particolarmente importante ai sensi dell’art. 1 della legge 1 giugno 1939 n. 1089 ed è, pertanto, da ritenersi sottoposto, ai sensi dell’art. 4, a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa».

Di proprietà del Demanio Pubblico il complesso è stato consegnato in uso governativo al Ministero della Cultura, dunque al Parco archeologico di Pompei, con Verbale di Consegna prot. n° 5199, OFA A1020403 del 18/4/2016; la stessa consegna affida alla Soprintendenza di Salerno, e da questa in comodato d’uso al Comune di Scafati, gli edifici ottocenteschi del corpo direzionale e della cappella di Santa Barbara, restaurati nel 2004.