È una piattaforma digitale che consente di fornire alla comunità scientifica e al pubblico, in forma diretta e non mediata da altri enti o sedi editoriali, notizie e relazioni preliminari riguardanti progetti di scavo, di ricerca e di restauro nelle sedi del Parco. In questa maniera, si mira a trascinare l’idea all’origine di progetti editoriali come “Notizie degli Scavi” nell’era digitale, diffondendo informazioni “in tempo reale” e sfruttando la connettività e l’accessibilità della rete. Il servizio è gratuito e “open access”.

Gli obiettivi principali, che si ispirano ai valori dell’open access, della trasparenza e della condivisione corretta e tempestiva di risultati scientifici ottenuti grazie a finanziamenti pubblici, sono di accelerare e ampliare la diffusione dell’enorme patrimonio di dati e conoscenze di Pompei, Oplontis, Stabia, Boscoreale e Poggiomarino, che è in continua evoluzione grazie a numerosi progetti di restauro, ricerca e scavo stratigrafico.

Il coordinamento dell’e-journal è affidato al direttore pro tempore del PAP, che nomina la segreteria di redazione tra i funzionari del Parco. Il comitato di redazione è composto dai funzionari architetti, archeologi, restauratori, ingegneri e antropologi del PAP. Il Comitato scientifico del PAP si esprime annualmente sulla iniziativa, suggerendo eventuali modifiche e miglioramenti. Per la valutazione dei contributi, la segreteria di redazione si può avvalere anche di esperti esterni.

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Pompei: il ruolo e l’uso del legno nell’insula VII 14. Dati dalle indagini archeologiche

A partire dal 2016, sulla base di un’apposita concessione ministeriale (DG 553nClass34.31.07/246.7 del 26 gennaio 2016, con relativi rinnovi), l’Università degli Studi di Genova è impegnata in un progetto di ricerca che interessa l’area delle botteghe dell’insula 14 della Regio VII (fig. 1). Si tratta di una zona piuttosto centrale nel tessuto urbano della città, allungata sul tratto di via dell’Abbondanza compreso tra le Terme Stabiane e il Foro. Come si evince dalla documentazione prodotta nei primi scavi, queste botteghe furono individuate nel corso del primo decennio del XIX secolo e furono, poi, scavate a più riprese nei due decenni successivi. Una mappa datata al 1 settembre 1810 mostra già in luce il tratto di via dell’Abbondanza prospiciente la strada, con la facciata dell’insula completamente esposta e il fronte di scavo solo leggermente arretrato rispetto ad essa. …leggi tutto

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Truemper Fig. 13_SB_AREA34_hearth

Public Saunas in the Stabian Baths – A privilege of men

Since their excavation from 1853 to 1859, the Stabian Baths have always been intriguing and noteworthy, for both scholars and visitors. They have become even more fascinating and important with the completely unexpected discovery of two round rooms in the courtyard of the baths that were excavated in 2021 and 2023. These rooms can be identified as ancient saunas or sweat baths (laconica). The aim of this article is to present the evidence of these laconica and to assess their socio-cultural significance. Since both laconica had to be reburied at the end of the excavation campaigns, the millions of visitors who enter and cross the courtyard of the baths every year have no idea what lies beneath their feet. It is hoped that this article can change this and provide some insights into Pompeii’s multifaceted and fascinating (re)buried history and life. …leggi tutto

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Anguissola-Olivito Fig. 4

Edilizia domestica, infrastrutture e paesaggio agricolo nel settore sud-orientale di Pompei: il Progetto PRAEDIA

Il progetto PRAEDIA (Pompeian Residential Architecture: Environmental, Digital, Interdisciplinary Archive), avviato nel 2016, prevede la cooperazione tra il Parco Archeologico di Pompei, il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, la Scuola IMT Alti Studi Lucca, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e, dal 2023, del Politecnico di Torino. Il programma di ricerca intende contribuire alla conoscenza del paesaggio architettonico e naturale del quadrante sud-est di Pompei, coincidente con la Regio II, dall’età arcaica all’eruzione del 79 d.C. e, in una prospettiva più ampia, fino alle prime scoperte nel Settecento, agli scavi e ai restauri dello scorso secolo e alle recenti iniziative a favore della fruizione del sito.   Scarica l'articolo …leggi tutto

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D'Auria - Fig. 3

La Casa di Petronia (I 16, 5). Storia di un’abitazione del ceto medio tra il III sec. a.C. e il 79 d.C.

In questo contributo saranno illustrati i risultati delle indagini effettuate nella Casa di Petronia (I 16, 5), tra il 2020 e il 2023, nell’ambito del progetto di ricerca Modi d’abitare a Pompei in età sannitica: la casa ad atrio testudinato, dedicato a un tipo di abitazione caratteristico delle fasi preromane dell’abitato pompeiano, molto diffuso nel III e nel II sec. a.C. Diversamente dalle più note abitazioni di Pompei, la casa ad atrio testudinato presenta, nel settore anteriore, un atrio non molto spazioso, con le aperture verso gli altri ambienti distribuite solo su due lati e mancante del caratteristico sistema del compluvio/impluvio. …leggi tutto

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Emmerson - Fig. 11

Excavating a matmaker’s workshop at Pompeii I 14, 1/11–14

The building complex at Pompeii I 14, 1/11–14 has now been the focus of two seasons of subsurface excavation by the Pompeii I.14 Project, a collaboration of Tulane University and the Parco Archeologico di Pompei. Beginning at the floor level of 79 CE, the excavation proceeds through the archaeological deposits below the final city, reconstructing its pre-eruptive history piece by piece. While still in its preliminary phases, the work has begun to reveal the complex development of this area, where discernible human activity dates back to the Italian Bronze Age. The southern side of Insula I 14 began to urbanize in the second century BCE but underwent its most intensive growth in the following century. By the first century CE, much of I 14, 1/11–14 was devoted to commerce, and several of its rooms appear to have functioned as a restaurant that provide elite-style, reclined dining. Shops along the southern façade, however, suggest commercial activities of other types, as do the most distinctive finds from the building thus far: a series of ancient reed mats, preserved in two separate rooms across two late phases of activity, and a large, shallow basin of the type appropriate for the soaking and crushing phases necessary for re ed processing. …leggi tutto

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Clarke - Fig. 6 Overview Trench OPB 46

Early Results of the 2023 Excavation Season at Oplontis Villa B

When Vesuvius erupted in AD 79 the site known today as Oplontis, Villa B was a busy commercial and residential complex located along the coast about three miles from ancient Pompeii. Italian authorities unearthed it between 1974 and 1991 in a series of campaigns together with its more famous neighbor, Villa A also known as the Villa of Poppaea. Today the site presents a layout centered around a two-story colonnaded courtyard. Excavators found over 1400 amphorae in the process of being washed and readied to receive a new vintage of wine (Thomas 2015; Thomas 2016; Muslin 2016; Pecci et alii. 2017; Muslin 2019; Van der Graaff Muslin forthcoming). To the north, highlighted in yellow, the site preserves the ruins of a Roman street lined with two-story rowhouses (Van der Graaff et alii 2020). …leggi tutto

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1 Copertine delle guide 500

Una nuova cultura della disabilità: Pompei apre al pubblico con disabilità intellettiva

La progettualità della guida Museo per Tutti di Pompei si è inserita all’interno di una visione nuova di accessibilità del parco archeologico che vede la città antica come un luogo di incontro inclusivo, dove si manifesta un continuo dialogo multidisciplinare e multilingue fondato sulla complessità e dove la diversità è un arricchimento reciproco tra il sito e le persone che lo frequentano. Il progetto di una guida in linguaggio facilitato “easy to read” (Cetorelli, Papi 2024), e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), con pittogrammi e immagini, nasce da un’urgenza, maturata durante il periodo pandemico che ha comportato la chiusura dei luoghi della cultura. Un momento che ha segnato profondamente il ripensamento dei servizi museali in termini di fruizione di quei luoghi che per loro naturale propensione rappresentano nella vita delle persone uno spazio dove si esercita un benessere psicofisico e dove si esplica la forma più alta di bellezza come valore irrinunciabile. …leggi tutto

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Elena e Paride Salone nero Regio IX (7) piccola

Quando la Guerra di Troia non era ancora decisa. Il salone nero con affreschi di III stile nella Regio IX, insula 10 di Pompei

Lo scavo archeologico avviato nel 2023 nell’insula 10 della Regio IX a Pompei, necessario per la sistemazione dei fronti e per il miglioramento dell’assetto idrogeologico del pianoro, ha finora restituito due abitazioni, collegate tra di loro, che si affacciavano su via di Nola, le cui facciate furono già portate alla luce alla fine del ‘800 (Amoretti et al. 2023; Zuchtriegel et al. 2024). Si cominciano ora a intravedere le strutture poste alle spalle delle due case, che sembrano essere il risultato di divisioni delle unità proprietarie originarie, come quella che si legge nel tablino della casa con il panificio di Aulo Rustio Vero (IX, 10, 1). Il muro affrescato sul lato del tablino con un quadro che rappresenta “Achille a Sciro” in una composizione di IV stile, fiancheggia sul lato retrostante uno stretto corridoio privo di decorazione parietale. …leggi tutto

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foto ejournal

I cantieri antichi di Pompei tra emergenza e ordinaria manutenzione: nuovi dati dall’Insula 10, Regio IX

Il piccolo quadro proveniente dalle terme della Villa San Marco a Stabiae che rappresenta una sequenza di vignette con operai impegnati in operazioni edili, è una delle rare e più vivide immagini che raffigurano un cantiere antico, in corso di esecuzione. Vi si mostrano tutte le fasi di preparazione dei blocchi litici: il taglio, la sgrossatura, la messa in opera, la preparazione della malta e la sua applicazione alla parete (Pompei 1748-1980, p. 98, 202; Miniero 1989, pp. 61-64). I recenti scavi dell’isolato 10 della Regio IX hanno riportato all’attenzione l’argomento, permettendo di verificare sul campo importanti aspetti legati ai tempi, ai materiali, agli strumenti ed ai processi tipici di un cantiere edile di ristrutturazione antico. Molti degli ambienti rimessi in luce hanno restituito, infatti, materiali e strumenti legati ai consistenti lavori di ristrutturazione che l’intero isolato stava subendo al momento dell’eruzione nel 79 d.C. …leggi tutto

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Dettaglio vasca Frigidarium -

Le Terme femminili del Foro: il restauro come rilettura dell’antico

L’intervento di restauro e valorizzazione delle Terme Femminili del Foro Centrale si pone all’interno di una strategia complessiva che negli ultimi anni ha interessato i più grandi stabilimenti termali di Pompei, così da restituire una visione completa della città romana, costituita non solo dal suo tessuto edilizio con le famose domus ma anche da una serie di edifici pubblici, funzionali ad una vita quotidiana ricca e dinamica.  L’intervento condotto si è fondato sulla messa in campo di una corretta metodologia del restauro, a partire dalla lettura della fabbrica nella sua più recente configurazione e giungendo ad una serie di scelte culturalmente consapevoli, anche riguardo agli aspetti “inediti” e rivelati in fase di cantiere. Pertanto l’edificio nel suo complesso rientra a far parte dell’importante circuito di visita delle terme afferenti all’area del Foro, in adiacenza al più noto settore maschile. …leggi tutto

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