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Insula Occidentalis

Umberto Pappalardo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli)

referente PAP        Laura D’Esposito

Gli scavi nel giardino della Casa di Marco Fabio Rufo hanno dimostrato una frequentazione extra moenia a partire dal III secolo a.C. attestata dalla realizzazione della cinta muraria; dalla presenza di una Porta Occidentalis su di un vicus publicus per il transito da e per la città; da un’area santuariale dedicata ad una divinità femminile attestata da terrecotte architettoniche, coroplastica e oggetti rituali (perirrhanteria, louteria e thymiateria).

Nei giardini della Casa del Bracciale d’Oro e della Casa di Maius Castricius sono stati condotti saggi (2014 - 2016) per comprendere la fruizione di questo tratto esterno alle mura posto in posizione elevata rispetto all’adiacente giardino della Casa di Marco Fabio Rufo.

Le indagini effettuate nella Casa del Bracciale d’Oro hanno confermato le fasi di utilizzo e decorazione degli ambienti intorno al giardino, datandoli tra la piena età augustea (corrispondente all’occupazione e superamento della linea esterna delle mura) e quella flavia (cui va riferita l’ultima decorazione pittorica degli ambienti circostanti).

Le stratigrafie più antiche risalgono ai primi decenni del I secolo a.C. ed attestano un’attività di fruizione di questo tratto esterno alle mura in relazione all’uso della Porta Occidentalis e dell’area santuariale extra moenia dedicato ad una divinità femminile (Minerva Italica).

I saggi nell’area del giardino della Casa di Maius Castricius sono stati posizionati ortogonalmente alla cortina difensiva allo scopo di indagare fasi di utilizzo di questo tratto esterno alla città caratterizzato soprattutto dallo sfruttamento delle pendenze per lo smaltimento delle acque meteoriche provenienti dall’interno della città.

I primi dati di scavo hanno confermato le fasi di utilizzo di questo tratto tra il IV secolo a.C. e il 79 d.C.