La grande e scenografica villa marittima in contrada Sora sorge a circa 3,6 km a sud-est di Ercolano e si apriva sul mare con un fronte di 150 metri di lunghezza. Era parte di quel sistema di ville d’otium ricordate anche da Strabone che si dispiegavano lungo il golfo di Napoli ed abitate dai più ricchi esponenti del ceto dirigente romano.

La villa fu eretta intorno alla metà del I sec. a.C., ma le strutture e le splendide decorazioni parietali ancora oggi visibili sono attribuibili a rifacimenti databili a partire dalla prima età imperiale. Al momento dell’eruzione nel 79 d.C. la villa era in corso di restauro, come ci testimonia un noto graffito che ricorda i costi dei lavori ma anche i cumuli di calce ancora visibili in alcuni ambienti e i pavimenti a preziose lastre marmoree di importazione non ancora completati.

Le prime scoperte nell’area risalgono al XVII secolo, quando si rinvennero due lastre in bronzo con i decreti dei due consoli Cn. Hosidius Geta e L. Vagellius e un rilievo in marmo con Orfeo, Hermes e Euridice oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Fu Francesco IV, tra il 1797 e il 1798, a intraprendere scavi sistematici nella villa portandone in luce il nucleo centrale che si sviluppava intorno a un grande salone absidato. L’area subì poi un progressivo abbandono e solo tra il 1989 e il 1992 ripresero le ricerche dirette dall’allora Soprintendenza Archeologica di Pompei. Gli scavi indagarono aree mai esplorate in età borbonica a ovest e a est del salone absidato, tra cui alcuni corridoi di servizio, ambienti di ricevimento e stanze da letto finemente decorate.

Di particolare pregio sono gli affreschi, oggi staccati, di una stanza da letto e caratterizzati da grandi riquadri in blu egizio all’interno di cornici rosse con motivi vegetali dorati, mentre nella zona superiore si dispiegano architetture fantastiche stilizzate, sempre su fondo blu, che occupano anche il soffitto.

INFORMAZIONI UTILI

Il sito è visitabile gratuitamente la prima domenica del mese con la guida del Gruppo Archeologico Vesuviano (http://www.gruppoarcheologicovesuviano.org/).

Le funzioni di tutela sono affidate al Parco Archeologico di Pompei.