L’Area Archeologica di Pompei è senza dubbio uno dei siti archeologici più famosi al mondo, visitato ogni anno da milioni di visitatori provenienti da ogni angolo della Terra per ammirare i resti di una città romana del I secolo d.C. ma anche, o forse soprattutto, per partecipare all’esperienza di vivere in un giorno qualsiasi di duemila anni fa. Infatti, quando nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio seppellì sotto una coltre di ceneri e lapilli la città, il tempo si fermò, la vita e le attività della popolazione furono cristallizzate. Ciò che oggi i visitatori ammirano è, in un certo senso, il fermo immagine del film sulla vita quotidiana del I secolo d.C., riportato alla luce in due secoli e mezzo di scavi.
Pompei era una fiorente città, sede di molteplici attività commerciali. Le famiglie più ricche o importanti vivevano in case lussuose, con un seguito di servi e collaboratori che svolgevano tutti i compiti loro assegnati e alloggiavano in locali attigui, più modesti. Le stanze padronali, specialmente quelle destinate a scopi di rappresentanza, erano riccamente arredate e affrescate. I prodotti piroclastici dell’eruzione hanno determinato la scomparsa di quasi tutti gli arredi ma hanno preservato in modo eccezionale gli affreschi. Questi raffiguravano molteplici soggetti: i padroni di casa, scene mitologiche, paesaggi urbani o rurali, attività commerciali o di piacere, alimenti e animali di varie specie.
E proprio tra questi ultimi si possono ammirare molte rappresentazioni di uccelli, molti ben rappresentati e facilmente riconoscibili, altri appena accennati. Un bell’esempio è dato dagli affreschi presenti nella cosiddetta “Casa della Venere in conchiglia”, dove si ammirano garzette, ghiandaia, usignoli e altri uccelli intenti ad abbeverarsi ad una fontana. Recentemente è stata portata alla luce una casa che è stata chiamata “La casa di Leda e il cigno” per un affresco che raffigura la nota figura mitologica. Ma non è solo il cigno che può attrarre l’attenzione, numerosi altri uccelli completano la decorazione della casa.
Già negli anni passati è stato fatto un parziale censimento degli uccelli raffigurati negli affreschi e che quindi possono dare un’idea delle conoscenze ornitologiche degli antichi pompeiani, conoscenze che, in buona parte, derivavano dalla cattura di esemplari per scopo decorativo, come nel caso di cigni o pavoni, oppure per scopi alimentari. Tutto ciò ha portato l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale (ASOIM) ad elaborare un progetto di censimento e monitoraggio dell’avifauna attualmente presente nell’Area Archeologica, progetto che, presentato alla Direzione del Parco Archeologico di Pompei, è stato approvato nel novembre 2024, quando è stata sottoscritta la relativa convenzione tra il Parco e l’ASOIM.
Giuseppe Di Martino