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Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)

Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), Black Redstart, Rougequeue noir, Hausrotschwanz, Colirrojo Tizon

Subito dopo i Pettirossi, quasi in contemporanea, arrivano sulle coste del Mediterraneo i Codirossi spazzacamino. Anch’essi possono provenire sia dalla catena appenninica, che dall’Europa centro – orientale. Anch’essi ci lasceranno a marzo per raggiunge i quartieri riproduttivi caratterizzati dalla presenza di pareti rocciose, siano esse urbane (i tetti e i cornicioni, ad esempio), siano esse naturali: pareti rocciose montane, o pendii con detriti rocciosi.

Sono molto facili da riconoscere e molto confidenti negli scavi di Pompei, ma anche a Longola e nel Parco della Reggia di Quisisana, nelle ville romane di Stabia e nell’ex polverificio borbonico. A differenza dei Pettirossi però preferiscono frequentare le rovine archeologiche. Li si osserva quindi soprattutto sui tetti delle rovine.

Si diceva che è facile da osservare perché si mette sempre in mostra, e perché per catturare gli insetti di cui si nutre compie dei salti verso l’altro con un rapido movimento delle ali. Lo si riconosce per il vistoso colore rosso mattone della coda.

Per le restanti parti del corpo la specie presenta il dimorfismo sessuale. Pertanto il maschio ha un piumaggio di colore nero – grigiastro con una banda bianca sull’ala e la coda rosso mattone, mentre le femmine e i giovani del primo anno hanno un piumaggio di colore bruno, ma sempre con la coda rosso mattone. Le dimensioni sono le stesse del Pettirosso.

Maurizio Fraissinet

Foto: Maurizio Fraissinet