Si diceva che arrivano a marzo. È vero, ma per fortuna si fermano per l’intera stagione riproduttiva in tutte le località gestite dal Parco Archeologico di Pompei: gli scavi di Pompei, Quisisana, Longola ex Polverificio Brorbonico, ville di Stabia.
Perché si possa fermare e riprodursi sono necessari ampi prati in cui possa alimentarsi al suolo, alberi con grandi tronchi in cui può fare il nido. Nido che però spesso viene ricavato anche nei fori dei muri. E Pompei sembra essere un luogo ideale per loro, perché vi trovano sia la cinta verde con alberi vetusti, sia le mura delle rovine archeologiche. Hanno solo l’imbarazzo della scelta.
Chi visita gli scavi in primavera può quindi arricchire la sua esperienza con l’osservazione di qualche maschio posato su di un tetto che emette il tipico verso gutturale a difesa del territorio.
È insettivora e si nutre anche di vermi che cattura nel terreno, ma si alimenta anche della larva della processionaria, che riesce a catturare senza farsi male con i peli urticanti grazie alla lunghezza del becco.
Maurizio Fraissinet
Foto di Gianluca Nunziata Rega e Olimpia De Simone
