Questa rioccupazione appare contrassegnata da interventi spesso realizzati con materiali di spolio (Sorricelli 2019; Zuchtriegel
et al. 2025, pp. 24-31), con sistemazioni delle strutture preesistenti e con installazioni funzionali per attività quotidiane, quali preparazione del cibo (piani cottura, fuochi, forni da pane), lavorazione dei cereali (macine) e immagazzinamento delle derrate alimentari (scaffalature lignee).
Nel settore occidentale della Casa dei Mosaici Geometrici, nel livello -1 (figg. 1-2), alcune evidenze suggeriscono un riutilizzo abitativo degli ambienti dopo l’eruzione. In particolare,
nell’ambiente 28 sono state individuate numerose buche di palo di forma circolare concentrate lungo il lato orientale, probabilmente riferibili all’installazione di una struttura lignea, forse
una scaffalatura (figg. 2-3, 6). Nella parte centrale dell’ambiente si evidenziava invece una grande buca quadrangolare interpretabile come alloggiamento per un palo di legno portante destinato a sostenere un solaio, ovvero la stessa copertura dell’ambiente. Dal riempimento di queste buche provengono frammenti lignei carbonizzati, ceramica da fuoco e un frammento di sigillata africana, elementi che, per quanto scarni, indicano una frequentazione successiva all’eruzione del 79 d.C.
