La gestione, manutenzione e valorizzazione del verde e del paesaggio delle aree archeologiche è tra le attività su cui il Parco archeologico di Pompei sta particolarmente investendo.
La rigenerazione ambientale avviata affronta proattivamente le criticità che l’impatto dei cambiamenti climatici genera sul patrimonio culturale e naturale. Fare la cosa giusta al tempo giusto significa prevenire le criticità anticipando le azioni efficaci.
Numerose sono le azioni messe in campo e le iniziative in collaborazione con diversi partner: dalla gestione dei vigneti, incluso il ciclo produttivo del vino biologico, attraverso il coinvolgimento di partner internazionali e privati; alla coltivazione degli ulivi per la produzione dell’olio EVO in collaborazione con Unaprol e Aprol Campania; al programma di imboschimento con la sponsorizzazione di Arbolia (circa 7000 nuove piante in due anni dal Bosco antico di Piazza Anfiteatro, già realizzato, al bosco produttivo di Villa di Cicerone ora in cantiere), e al Vivaio della Flora pompeiana, fino all’attività sperimentale dell’eco pascolo per la manutenzione dei prati sui pianori non scavati del sto di Pompei. A tali attività si aggiunge un progetto di archeologia e agricoltura sociale che vede protagonisti ragazzi con autismi e\o disabilità cognitiva impegnati in attività concrete nel sito archeologico e che,, iniziato da alcuni anni, è oggi confluito nella prima “Fattoria Sociale”,
all’interno di un’ area archeologica in Italia, iscritta al REFAS albo delle Fattorie Sociali della Regione Campania.
Un progetto generale che ha alla base una ampia visione orientata a una gestione autosufficiente e sostenibile del grande Patrimonio naturale di cui le aree archeologiche sono custodi, e finalizzata a rendere tale Patrimonio nuovamente produttivo, quale motore di sviluppo economico del territorio, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e legale.
PRINCIPI e AZIONI della CURA DEL VERDE
DALLA MANUTENZIONE DEL VERDE ALLA GESTIONE AMBIENTALE
Attuazione di un programma strategico che, attraverso la co-gestione partenariale degli oltre 100 ettari di terreni agricoli a corona dei siti archeologici, garantisce la manutenzione sostenibile del territorio, forma un presidio attivo e proattivo contro l’inurbamento, il consumo di suolo e le criticità climatiche con coltivazioni esclusivamente biologiche ed effettuate nel rispetto e nell’interpretazione aggiornata delle tecniche e modalità colturali del mondo antico.
Il paesaggio non viene più considerato oggi come una semplice sommatoria di oggetti naturali e artificiali bensì viene letto in una visione olistica e sistematica, intendendolo innanzitutto come una serie di sistemi di elementi e di relazioni (spaziali, funzionali, ecologico-ambientali, visive, simboliche etc.), che si sono susseguiti e intrecciati nel corso dei secoli sullo stesso territorio. nei diversi studi scientifici relativi ai paesaggi rurali storici si riscontra una duplice terminologia “paesaggi rurali (agricoli) tradizionali” e “paesaggi rurali (agricoli) storici.
VIVAIO DELLA FLORA POMPEIANA presso LA CASA DI PANSA
Centro didattico: presentare il rapporto uomo-natura nel mondo antico
Il vivaio di Pompei presso la casa di Pansa è oggi un centro didattico che individua e divulga norme e regole del restauro del giardino, partendo dalle basi di conoscenza archeologica e scientifica per giungere alla riproposizione e interpretazione delle tecniche colturali antiche come strumento per un’efficace rivalutazione del luogo.
Ed è un centro di ricerca sulla biodiversità nonché di produzione delle specie della flora pompeiana da utilizzare nel restauro dei giardini dei siti archeologici e nelle aree dell’azienda agricola Pompei per conseguire l’autosufficienza vivaistica e un reale adeguamento al principio della filiera corta .
Gli scavi ottocenteschi, che liberarono la grande residenza di pansa affacciata su Via delle Terme, individuarono nel 1827 un grande giardino organizzato con lunghi letti di coltivazione di forma rettangolare. Nel settembre 1943 le bombe alleate colpirono il grande giardino e alla fine degli anni Cinquanta si avviarono i lavori di riordino con la formazione del primo vivaio per coltivare la Flora Pompeiana.
Dopo molti anni il vivaio è stato riattivato e rigenerato con un progetto che, riadeguandolo ai mutamenti subiti in epoca contemporanea, rispetta sistematicamente ogni riferimento storico e archeologico.
Il restauro del vivaio è stato interpretato come il restauro di un giardino secondo norme e regole che utilizzano una base storico scientifica senza sfociare in eccessiva interpretazione e rivisitazione e senza escludere, tuttavia, una rivalutazione qualitativa del luogo.
La riproposizione, quando possibile, di piccoli arredi o infrastrutture come le incannucciate e i covoni di Hedera helix su strutture di ferro, primi esempi di Ars topiaria ricavati dall’iconografi a pompeiana, si accompagnano alla riproduzione delle ollae pertusae, evidenziando il loro utilizzo pratico e che cosa questi vasi ci dicono sul design del giardino romano. Rari sono i casi di una riproduzione in serie e di riutilizzazione di un “reperto archeologico” a fini produttivi.
TUTELA, FRUIZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DI BIODIVERSITÀ DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI
- produzioni agricole con coltivazioni esclusivamente biologiche ed effettuate nel rispetto e nell’interpretazione aggiornata delle tecniche e modalità colturali del mondo antico;
- sviluppo di un turismo rurale sostenibile e di eccellenza con possibilità di accoglienza sostenibile sia nel sito principale sia in quelli periferici;
- sviluppo di un modello di economia circolare attraverso la produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e sottoprodotti agricoli
Aree della biodiversità:
- formazione di aree verdi idonee alla riproduzione di specie e colture rare e protette
- miglioramento delle condizioni complessive del territorio urbano e periurbano dal punto di vista ecologico e dei servizi ecosistemici.
Autosufficienza energetica e gestione sostenibile dei rifiuti e delle risorse:
- centrale di cogenerazione o trigenerazione con recupero degli scarti del verde delle aree agricole;
- parco degli inseguitori solari con micro vele agrivoltaiche;
- sistema di gestione delle aree in grado di renderle autosufficienti dal punto di vista economico e da quello manutentivo.
Rinnovata gestione agricola, zootecnica, casearia, apicoltura, florovivaistica, in continuità con la gestione storica e in modalità ecosostenibile e produttiva: azienda agricola con tecniche di precisione
- farming, agrivoltaico agriecologico, solar sharing;
- turismo rurale sostenibile e di eccellenza;
- filiera del sottobosco a partire dal programma di imboschimento già in corso di attuazione;
- filiera delle erbe officinali dai fronti di scavo e aree non scavate di Pompei e Stabia. modello di crescita e sviluppo eticamente sostenibile per il territorio circostante:
- azienda agricola quale centro e promotore di attività agricole innovative del territorio come produttore e fornitore di nuove tecnologie, fornitore di energia elettrica sostenibile, propulsore ecoturistico, monitore e propulsore della legalità, della microimpresa e dell’imprenditoria giovanile e solidale, sostenitore economico con commercializzazione interna e online dei prodotti agricoli certificati.
Responsabile dell’area: Gabriel Zuchtriegel
Funzionario per la valorizzazione: Claudia Buonanno
Funzionario per la manutenzione: Crescenzo Mazzuoccolo
Funzionario archeologa: Di Lorenzo Halinka
Restauratore del verde storico: Primo Giardiniere del P.A.: Maurizio Bartolini
Addetta segreteria tecnica: Sabia Martina
Assistente Amm.vo: Carlo Coppola
CONTATTI
mail: area.verde@cultura.gov.it
Tel . 081 8575341
081 8575345