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Passero solitario (Monticola solitarius)

Blue Rock Thrush, Monticole bleu, Blaumerle, Roquero Solitario

Nel silenzio delle antiche strade di Pompei risuona ancora il canto del Passero solitario, lo stesso che ispirò Giacomo Leopardi. Oggi questo piccolo abitante del Parco è al centro delle attività di monitoraggio dell’ASOIM, che studia la presenza e il comportamento dell’avifauna tra domus, templi e giardini riportati alla luce. Un incontro tra natura e ricerca che, a volte, diventa poesia e continua a raccontare la vita dentro le rovine.

Il Passero solitario è una specie residente comune nell’area degli Scavi di Pompei, frequentando in particolare i tetti delle rovine, e nidificando nelle cavità degli edifici.

 

L’abbiamo definita residente perché è una specie presente negli Scavi tutto l’anno. È una specie comune lungo le coste del Mediterraneo, in particolare quelle rocciose. Ciò ne fa quindi anche un frequentatore delle rovine archeologiche di Pompei, che, ai suoi occhi, appaiono come una vasta distesa di rocce.

Non è particolarmente confidente ma lo si può notare con una certa facilità osservando con attenzione i tetti. Una zona che ama frequentare è quella del foro, spostandosi tutto intorno, di tetto in tetto, di capitello in capitello.

Ha le dimensioni di un Merlo, sebbene la sagoma sia leggermente più affusolata e il becco più lungo. Presenta dimorfismo sessuale, per cui il maschio ha un piumaggio di colore grigio-blu opaco, mentre la femmina ha un piumaggio di colore marrone scuro.

Si alimenta di insetti, ma non disdegna anche materiale vegetale e, se ne ha l’occasione, qualche lucertola.

L’area degli Scavi di Pompei si caratterizza per ospitare probabilmente la più alta densità di popolazione della specie in provincia di Napoli, ma anche la più facile da osservare.

Il dipinto in cui è più evidente la figura di un maschio di Passero solitario è quello rinvenuto nella casa dei dioscuri, a Pompei.

Carmine Ferrara e Maurizio Fraissinet