Presenta una vistosa macchia arancione sul petto, che contrasta con il colore chiaro del basso ventre. Il dorso presenta una uniforme colorazione brunastra. I sessi sono simili. Si avverte la presenza dall’inconfondibile verso trillato. Con un po' di pazienza però, e rimanendo fermi e in silenzio, non tarderà a farsi vedere. È molto territoriale e quindi si avrà modo di osservare sempre un singolo individuo.
È prevalentemente insettivoro, ma nella stagione invernale integra la dieta con i frutti zuccherini delle piante della macchia mediterranea.
Nell’area degli Scavi di Pompei è ampiamente distribuito nel periodo autunnale e invernale (da ottobre a marzo), è molto comune e lo si può incontrare nell’ampia area verde boscata che circonda ad anello gli scavi, in diversi giardini alberati, nelle aree agricole e negli incolti adiacenti gli scavi.
È altrettanto comune nelle aree verdi delle altre località gestite dal Parco Archeologico, e a Longola risulta essere una delle specie più inanellate nei mesi che vanno da ottobre a marzo, con molte ricatture, a testimonianza del fatto che diversi individui si trattengono per l’intera stagione fredda.
Una sagoma di passeriforme rinvenuta in un dipinto della casa del larario fiorito, a Pompei, fa pensare ad un Pettirosso per la colorazione del collo che risalta sul colore delle parti inferiori.
Maurizio Fraissinet
foto Maurizio Fraissinet
foto affresco Giuseppe Ciaramella
