Nel Gabbiano reale sono presenti 4 diversi tipi di piumaggio in funzione delle età. I sessi sono simili. I giovani al primo anno presentano un piumaggio di colore marrone sul dorso, e chiaro, ma con striature marroni, nelle parti inferiori. Il becco è nero e le zampe rosa. Negli anni successivi il piumaggio marrone va gradualmente scomparendo per fare posto a quello dell’adulto. Negli individui del terzo anno di vita, infatti, c’è molto più piumaggio grigio chiaro, con ancora poche penne marroni. Le zampe e il becco sono già gialli, ma quest’ultimo non ha ancora la macchia rossa alla punta.
È una specie residente, per cui la si incontra negli Scavi tutto l’anno, ma anche nell’ex polverificio borbonico di Scafati e a Longola perché risale il Fiume Sarno, e nelle ville di Stabia, perché poste non lontano dal mare.
Ha una dieta praticamente onnivora, nutrendosi di pesci, ma anche di uccelli (in particolare nelle aree urbane di Colombi), a cui però affianca i residui di varia natura del cibo degli esseri umani, anche di natura vegetale.
Per tale motivo la frequentazione degli Scavi di Pompei è maggiore nel periodo in cui questi sono aperti al pubblico.
Il tema del gabbiano non sembra essere particolarmente ricorrente nell’arte pittorica romana. Possiamo però osservare una bella raffigurazione di un gabbiano nella casa del Frutteto.
Maurizio Fraissinet
Foto di Maurizio Fraissinet e Giuseppe Di Martino
