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Gabbiano reale (Larus michahellis)

Yellow-legged Gull, Goéland leucophée, Weiβkopfmove, Gaviota Patiamarilla

È l’uccello più grande che si può osservare visitando gli scavi di Pompei, ed anche uno dei più facili da vedere, sia per le sue dimensioni, che per l’emissione frequente di un verso molto forte, ma, soprattutto perché fortemente attratto dai residui di cibo che i visitatori posso lasciare al loro passaggio.

Nell’adulto il colore del piumaggio è grigio pallido superiormente e bianco nelle parti inferiori. Il becco è di colore giallo con una macchia rossa alla punta. Le zampe sono di un colore giallo brillante, caratteristica che lo distingue da un’altra specie di gabbiano molto simile, il Gabbiano reale nordico (Larus argentatus), che vive lungo le coste marine settentrionali del continente europeo, e che ha le zampe di colore rosa.

Nel Gabbiano reale sono presenti 4 diversi tipi di piumaggio in funzione delle età. I sessi sono simili. I giovani al primo anno presentano un piumaggio di colore marrone sul dorso, e chiaro, ma con striature marroni, nelle parti inferiori. Il becco è nero e le zampe rosa. Negli anni successivi il piumaggio marrone va gradualmente scomparendo per fare posto a quello dell’adulto. Negli individui del terzo anno di vita, infatti, c’è molto più piumaggio grigio chiaro, con ancora poche penne marroni. Le zampe e il becco sono già gialli, ma quest’ultimo non ha ancora la macchia rossa alla punta.

È una specie residente, per cui la si incontra negli Scavi tutto l’anno, ma anche nell’ex polverificio borbonico di Scafati e a Longola perché risale il Fiume Sarno, e nelle ville di Stabia, perché poste non lontano dal mare.

Ha una dieta praticamente onnivora, nutrendosi di pesci, ma anche di uccelli (in particolare nelle aree urbane di Colombi), a cui però affianca i residui di varia natura del cibo degli esseri umani, anche di natura vegetale.

Per tale motivo la frequentazione degli Scavi di Pompei è maggiore nel periodo in cui questi sono aperti al pubblico.

Il tema del gabbiano non sembra essere particolarmente ricorrente nell’arte pittorica romana. Possiamo però osservare una bella raffigurazione di un gabbiano nella casa del Frutteto.

Maurizio Fraissinet

Foto di Maurizio Fraissinet e Giuseppe Di Martino