
Airone guardabuoi (Bubulcus ibis)
Cattle Egret, Héron garde-bœufs, Kuhreiher, Garcilla bueyera
L’airone guardabuoi è un ardeide originario di Africa, Asia meridionale e Penisola Iberica, divenuto celebre per la sua eccezionale capacità di espansione geografica a partire dal XIX secolo. Oggi è una specie a distribuzione quasi cosmopolita, favorita dall’agricoltura e dall’allevamento estensivo, che hanno sostituito il ruolo un tempo svolto dai grandi ungulati selvatici.
E’ facilmente riconoscibile per le piccole dimensioni, rispetto agli altri aironi, la colorazione completamente bianca e il becco corto di colore arancione. Nel periodo riproduttivo il piumaggio di vertice, petto e mantello si tinge di arancione.
In Italia è diventato comune solo dalla seconda metà del Novecento, stabilendosi come nidificante regolare soprattutto nelle pianure agricole. In Campania, in particolare, la colonizzazione è iniziata nelle aree della piana del Volturno e del Sele per la presenza delle mandrie di bufale al pascolo. Anche nell’area di Pompei è possibile osservare alcuni individui in alimentazione, in particolare in inverno e durante la migrazione primaverile, nei prati e negli incolti posti a ridosso dell’area degli Scavi.
Sebbene l’airone guardabuoi non fosse presente nella penisola in epoca romana, la sua presenza è sorprendentemente evocata in diverse raffigurazioni pittoriche pompeiane, come nella Casa del Frutteto, nella Villa dei Misteri e nella Casa del Bracciale d’Oro, offrendo un suggestivo punto di contatto tra biodiversità attuale e immaginario naturalistico dell’antichità.
Filippo Tatino e Maurizio Fraissinet