Il Laboratorio di Ricerche Applicate, nato nel 1994, si è proposto dalla sua istituzione come un servizio in grado di operare sul sito e sui reperti a esso afferenti, col doppio obiettivo:

–           della conoscenza dei problemi di conservazione, per la tutela e la valorizzazione del sito. I dati provengono dalle ricerche diagnostiche in atto da parte delle Università nell’ambito di Convenzioni specifiche e/o previste nei progetti di restauro. Il Laboratorio intrattiene rapporti di Convenzione con 20 Istituti di ricerca e Dipartimenti italiani e stranieri che supportano le attività di ricerca e di conservazione in situ. Inoltre, è dotato di strumenti tecnologicamente avanzati e ad elevata portabilità per le attività diagnostiche in situ. La sua azione, volta alla tutela del patrimonio archeologico, supporta gli interventi conservativi, di prevenzione e manutenzione sui manufatti e le strutture antiche.

–           della conoscenza degli aspetti naturalistici del territorio vesuviano e dell’uso delle risorse naturali nel 79 d.C.: due camere climatizzate conservano 3500 reperti antropologici, botanici, mineralogici, paleontologici, petrologici e zoologici, tessuti e legni archeologici, reperti eccezionali di un patrimonio unico al mondo. Il Laboratorio si occupa del loro studio, del monitoraggio e della conservazione in specifiche condizioni microclimatiche.

Una squadra di esperti in discipline specifiche – archeobotanica, archeozoologia, antropologia, geologia, concorrono a realizzare quel contesto interdisciplinare che è obiettivo dichiarato del Parco Archeologico di Pompei.

Questi studiosi sono attivi sul campo, impegnati nelle complesse attività di conservazione e prevenzione che devono garantire la salvaguardia della città antica e del suo contesto ambientale.