Cordoglio per la scomparsa del Professore Antonio De Simone

La scomparsa del professor Antonio De Simone lascia un vuoto profondo nel mondo dell’archeologia e della cultura, ma soprattutto nella comunità di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare al suo fianco e apprendere da lui.

Classe 1948, formatosi alla scuola di Alfonso De Franciscis, archeologo di riconosciuto valore, studioso appassionato e docente universitario, Antonio De Simone ha dedicato la propria vita alla ricerca, alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale, contribuendo a restituire voce e significato a pagine importanti della storia antica.

Il suo nome è profondamente legato a Pompei e al patrimonio archeologico vesuviano, un territorio che ha rappresentato per lui un campo privilegiato di studio, ricerca e impegno professionale.

Le indagini sulle Terme Suburbane, le ricerche nell’area di Moregine e gli studi sulle insulae di via di Nocera testimoniano il suo contributo alla conoscenza della città antica e del territorio che la circonda. Un impegno che si è intrecciato con le ricerche condotte a Ercolano e con gli studi sulla Villa dei Papiri e sulla Villa Augustea di Somma Vesuviana, contribuendo a una lettura sempre più articolata della storia e delle trasformazioni di questo straordinario paesaggio archeologico.

Ancora negli untimi anni grazie all’esperienza di tutta una vita ha coordinato le attività archeologiche di rilevazione dello stato di salute dell’intera città di Pompei al fine di realizzare uno strumento di monitoraggio e programmazione per la tutela e la conservazione del sito nell’immediato futuro.

“Un archeologo sul campo fino alla fine letteralmente - aggiunge il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel- ancora pochi mesi fa camminava tra le case di Pompei, per intere giornate, nell’ambito di un grande progetto di monitoraggio periodico dello stato della conservazione, insieme a un team di giovani professionisti. Aveva un’energia incredibile, sembrava più ragazzo di tutti, instancabile e attento a ogni singolo ambiente dei 13mila da schedare, spinto da una inesauribile curiosità e passione per l’archeologia. La sua scomparsa improvvisa è molto triste per tutti noi e i nostri pensieri vanno alla sua famiglia, alla quale esprimiamo il cordoglio della comunità scientifica e pompeiana.”

Accanto alla competenza scientifica e all’esperienza maturata in tanti anni di attività, resta il ricordo di una qualità altrettanto preziosa: la generosità. Generosità nel trasmettere conoscenze, nel condividere esperienze, nell’accompagnare chi muoveva i primi passi nella professione. Per il professor De Simone, l’archeologia non era soltanto studio e ricerca, ma anche una comunità di persone, un sapere da coltivare insieme e da affidare alle generazioni future.

Sono tanti gli studenti che hanno incontrato in lui un maestro e che oggi, divenuti professionisti e colleghi del Ministero della Cultura, portano avanti il proprio lavoro anche grazie agli insegnamenti ricevuti. Nella loro esperienza, nella loro sensibilità scientifica e nel loro impegno quotidiano per la tutela del patrimonio, continuerà a vivere una parte significativa della sua eredità.

Pompei e il territorio vesuviano restano luoghi in cui riconoscere il valore di questo impegno, lungo tutta una vita.

Alla sua famiglia, ai suoi cari, ai colleghi, agli allievi e a quanti ne hanno condiviso il cammino va il cordoglio e la vicinanza di tutta la comunità scientifica, del Parco Archeologico di Pompei e del Ministero della Cultura.