Scarica qui di seguito le cartelle stampe:

Cartella Stampa: Attività del Parco Archeologico di Pompei dal 2014 al 2018

Cartella Stampa: “Nel Vulcano”: Cai Guo-Qiang e Pompei

Cartella Stampa: Pompei e gli Etruschi cartella stampa

Cartella stampa: I nuovi scavi della Regio V

Cartella Stampa: Civita Giuliana

Cartella Stampa: La nuova tomba di Porta Stabia

Cartella Stampa: Scavi e ricerche nel parco archeologico di Pompei

Progetto educativo e Geronimo Stilton

 

Informazioni di carattere generale

IL SITO ARCHEOLOGICO

Pompei è l’unico sito archeologico al mondo in grado di mostrare l’aspetto di un antico centro romano nella sua interezza. Ricca di traffici e pulsante di vita, la città fu come cristallizzata dalla famosa eruzione del 79 d.C., durante la quale una pioggia di ceneri e lapilli avvolse ogni cosa: case, abitanti, strade, edifici pubblici e oggetti della vita quotidiana. Tutto venne come “bloccato” in una terribile istantanea.

Il sito archeologico di Pompei, patrimonio dell’Umanità dal 1997, è situato nella buffer zone che contempla i territori dei comuni di Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Pompei, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, fino al confine del Parco del Vesuvio.

Inserito in un contesto ricco di vestigia del passato ha detenuto a lungo il primato di luogo più visitato al mondo. La superficie della città antica è di circa 66 ettari; la superficie scavata è di circa 44 ettari. 1500 sono gli edifici (domus e monumenti) portati in luce. I numeri danno conto, anche soltanto dal punto di vista quantitativo, dell’impegno necessario in termini di risorse economiche e professionali.

Non si tratta quindi semplicemente un’area archeologica estesa, ma di un organismo urbano complesso, un’intera città antica, frequentata da circa  3.500.000 di visitatori (anno di riferimento 2017), che il tempo ci ha restituito in forte sofferenza, riemersa dal terremoto del 62 d.C. per essere poco dopo investita dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. Dopo diciassette secoli, le attività di scavo, dalla metà del ‘700 ad oggi, hanno messo in luce i due terzi dell’insediamento.

Molteplici i fattori che nel tempo lo hanno messo in pericolo: il progressivo quanto inarrestabile deterioramento delle strutture, a volte sollecitato da restauri condotti nel corso del tempo (in particolare dopo il secondo conflitto mondiale) secondo metodologie inadeguate; l’erosione determinata dall’esposizione agli agenti atmosferici; la crescita della vegetazione spontanea; l’inquinamento atmosferico; l’erosione antropica.

 

IL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

La legge 6 agosto 1981 n. 456 decreta la nascita della Soprintendenza archeologica di Pompei, all’indomani del terremoto del 1981, operando il distacco territoriale dei comuni vesuviani dal resto della provincia di Napoli e dal Museo Archeologico Nazionale, che per volontà dei Borbone era stato destinato ad accogliere, oltre alla collezione Farnese, le antichità provenienti dagli scavi di Pompei e Ercolano.

La legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 9, dota la Soprintendenza di autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria; al soprintendente archeologo si affianca la figura di un dirigente amministrativo.

Il D.P.R 26 novembre 2007 n. 233 istituisce la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei,dotata, come i nuovi Poli Museali, di autonomia di bilancio. La competenza territoriale abbraccia l’intera provincia di Napoli e include oltre a Pompei, adErcolano e ai siti vesuviani, l’area flegrea (con i siti di Cuma, Pozzuoli, Baia), la città di Napoli con il Museo Archeologico Nazionale, la costiera sorrentina, Ischia e Capri.

Pochi mesi dopo l’istituzione della Soprintendenza Speciale, con il DPCM del 4 luglio 2008,viene dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla situazione di grave pericolo in atto nell’area archeologica di Pompei e nominato un Commissario Straordinario, che termina la sua attività il 31 luglio 2010, data oltre la quale la Soprintendenza Speciale è rientrata in un regime di gestione ordinaria.

Da Gennaio 2014 la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei si scinde in due istituzioni, l’una con competenza su Napoli, area flegrea e Caserta e l’altra con competenza sui siti vesuviani ( Pompei, Ercolano e Stabia, Oplontis e Boscoreale)e diventa Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia .

Da gennaio 2016 la denominazione della Soprintendenza è Soprintendenza Pompei e con il DM Franceschini del gennaio 2017 le aree archeologiche di competenza rientrano sotto la denominazione di Parco archeologico di Pompei

 

FONDI ORDINARI

Ogni anno il Parco archeologico di Pompei destina parte delle risorse proprie a lavori di restauro e di manutenzione del patrimonio archeologico dei siti di competenza.

Le entrate complessive sono costituite da:

98 % entrate proprie ( incassi di biglietterie, royalties e concessioni) e il restante da trasferimenti statali

Le uscite sono così ripartite:

70% interventi su strutture archeologiche ( restauri, messe in sicurezza, impiantistica, ecc.)

30% spese varie (gestione ordinaria, servizi di pulizia, elettricità, manutenzione del verde, ecc.)

 

SERVIZI ATTIVATI NEGLI SCAVI

Tre gli ingressi agli scavi:

 

Questi i principali servizi offerti al pubblico:

Ufficio Informazioni presso P.ta Marina e Piazza Esedra (4 lingue)

Servizio di audioguide (P.ta Marina)

Bookshop

Deposito bagagli

Coordinamento guide turistiche

Servizio ristorazione all’interno degli scavi

Assistenza sanitaria al pubblico – Postazione di Pronto Soccorso

Presso gli scavi di Pompei è attiva, inoltre, una Stazione dei Carabinieri, che svolge quotidiana attività di controllo a supporto della Soprintendenza.

 

I VISITATORI

Pompei è il secondo sito archeologico più visitato in Italia, dopo il circuito Colosseo-Fori-Palatino: i visitatori sono circa 3.500.000 l’anno.